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Il tempo dell'odio
di Antonio Lanzetta

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    Casa Editrice: La Corte Editore - 224 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Romanzo storico

    Trama:
    Cilento, estate del 1943. Michele ha quattordici anni e vive con la madre e le sorelle in un casolare isolato. E' tardo pomeriggio quando, di ritorno da una giornata di lavoro nei campi, vede una camionetta di fascisti sulla strada che lo porta a casa. Capisce subito che sta accadendo qualcosa di terribile e, sentendosi impotente, si nasconde in mezzo ai cespugli. Mentre le donne urlano disperate, Michele viene scoperto e per non essere ucciso è costretto a scappare nel bosco. Per Michele questo evento segna la fine dell'adolescenza, l'incontro con la brutalità e la violenza. Comincia un viaggio iniziatico all'insegna della vendetta, dell'odio e del desiderio di trovare le sorelle che sono state rapite. Ferito e sconvolto viene accolto da una vecchia vicina che lo cura offrendogli un nascondiglio. Nel frattempo scopre che anche altre ragazze del paese stanno sparendo. Giovani donne strappate alle loro famiglie. Chi si cela dietro tutto questo e che fine fanno le vittime? Sono i giorni che precedono lo sbarco degli Alleati a Salerno e i nazisti sono fuori controllo. Sono loro i responsabili? Michele si unisce a un gruppo di briganti, guidati da un uomo misterioso che si fa chiamare Teschio, che gli mostrerà il loro particolare codice criminale e gli insegnerà il valore dell'onore. Insieme a loro scoprirà una terribile verità.

    Recensione:
    "Il tempo dell'odio" mescola storia, dramma, presenze tra l'onirico e l'infernale per un lettura nera, che prende alla gola, fa piangere il cuore e insegna.
    Lanzetta ha una penna fortemente descrittiva, che precipita nella trama, scorrevole ed emotiva. Questa sua nuova opera non perde tempo in preamboli e, dal primo capitolo, avviluppa in una rete strettissima e si può solo continuare a leggere.
    Il romanzo è realtà mescolata alla più oscura delle favole; è l'incubo che si fa strada nel giorno, conduce in una notte senza luce e ci parla di odio, violenza, e di chi, per salvare, perde una parte di sé e cambia per sempre.
    Il tempo della narrazione è il 1943, il teatro è il Cilento e i suoi boschi, fitti, con alberi che paiono riflettere la malvagità degli inferi, ma sono solo specchio della cattiveria umana. La guerra, per alcuni, è il nascondiglio perfetto: tra chi stenta a trovare il cibo, con gli uomini al fronte, le vittime delle battaglie, chi mai farà caso a un predatore sadico? Le ragazze vengono portate via e non fanno più ritorno, sarà Michele che solleverà il velo e porterà alla luce la verità, in un cammino doloroso, angosciante, ricco di tensione e azione.
    Il protagonista, Michele, è un ragazzo al quale è impossibile non affezionarsi. Lo incontriamo in un modo, lo vediamo cambiare, lo accompagniamo su un sentiero di violenza che richiederà un prezzo altissimo, di sangue e non solo. E' lontanissimo dalla figura classica dell'eroe, è costretto dalle circostanze, non sarà senza macchia e senza paura, anzi, sarà pieno di crepe e sangue, un pistolero oscuro, eppure lo sentiamo nostro, manifestazione della parte violenta racchiusa in ognuno di noi. Accanto a lui altre figure descritte con profondità; tutti gli attori del romanzo sono tridimensionali, carismatici, bizzarri. Sono sospesi tra realtà e dimensione occulta, con codici e riti particolari, perfetti rappresentanti di una terra con radici profonde nelle leggende e nelle storie. Sono persone rese dure dal conflitto e dalla violenza spesso perpetrata non dal nemico, ma da chi avrebbe dovuto difenderli; sono disincantate, eppure sanno riconoscere chi ha bisogno di aiuto, lo merita, e si danno in modo totale.
    Dinamico ed essenziale, mai una parola di troppo, compatto, il libro ha tutto ciò che serve per coinvolgere: si prova paura, si ammira il coraggio, si cerca la verità piangendo la perdita dell'innocenza e piace la commistione tra realtà e parte paranormale, immersi in visioni e sogni.
    "Il tempo dell'odio" racconta di come, a certi traumi, non ci sia rimedio. Non esiste ammenda, la rabbia prevale ed è comprensibile, ma il cammino al quale porta è una condanna, tanto per i colpevoli quanto per le vittime. Non si resta gli stessi dopo che si è ucciso un uomo, poi il secondo e così via. Violenza chiama violenza, ma restare fermi è impossibile e il perdono non è ammesso. Questa che andrete a leggere è la storia di un condanna ineluttabile, in una perfetta dimostrazione della frase di Nietzsche "E se tu scruterai a lungo nell'abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te".
    Appassionante fino alla fine, anche nel momento della chiusura l'autore lascia una porta aperta, un cenno a un nuova storia da raccontare, per quella che potrebbe essere una nuova serie. Sarà così? Lo scopriremo. Nel frattempo, se avete coraggio, immergetevi ne "Il tempo dell'odio".
    Consigliato.
    Anime delicate astenetevi.
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    I ricordi dobbiamo tenerceli stretti. Alla fine ci restano soltanto quelli.

    Il dolore è una cosa vera.

    Essere precisi è un bene. Essere precisi, sparare per primo e metterci il cuore quando lo fai è ancora meglio.

    Dello stesso autore:
    L'uomo senza sonno
    Le colpe della notte
    Il buio dentro
    I figli del male



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