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L'Ickabog
di J. K. Rowling
Traduzione a cura di: Valentina Daniele

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    Casa Editrice: Salani - 320 pagine
    Formati disponibili: cartaceo, ebook e audiolibro




  • Genere: Per bambini

    Trama:
    C'era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto... O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l'Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria... Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un'incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia. Età di lettura: da 6 anni.

    Recensione:
    Una favola per bambini e ragazzi dall'argomento molto adulto. Un romanzo con l'andamento brioso e un tema sviluppato con chiarezza, in modo diretto e senza fronzoli. "L'Ickabog" racconta il risultato del mal governo, di cosa accade quando alla guida di una nazione c'è chi, inadeguato, vive negli ori dei palazzi lontano dalla verità delle strade. Nell'opera vengono spiegate le conseguenze nefaste se gli opportunisti, aridi ed avidi si impossessano del potere: il popolo soffre e non riesce più a distinguere il vero dal falso. Quando la tirannia sopprime la guida illuminata ed è la paura a dettare le azioni, non più il buon senso, il popolo piange. Quando il coraggio viene soffocato brutalmente e il silenzio si impone con la morte e la crudeltà, il popolo deperisce.
    Eppure anche nella notte più buia il vento della speranza può far brillare le stelle. La voglia di giustizia e la forza della verità possono dare tenacia e forza da giganti anche a chi grande non è, ed in fondo questa è una favola, dove la bontà e le buone azioni portano, dopo tanto, al sospirato "e vissero tutti felici e contenti".
    J. K Rowling crea con la sua scrittura un libro dove lei stessa è narratrice, voce sopra le parti che ogni tanto si rivolge direttamente al lettore, guidandolo, rincuorandolo, incuriosendolo. Le parole corrono leggere, anche lì dove si parla di assassini, sparizioni e delitti. Non c'è morbosità ma la maniera senza veli, genuinamente diretta, propria delle parole dei fanciulli, che dicono quello che pensano, che descrivono come è. Proprio per questo non c'è fastidio, non c'è sensazione sterile, ma un riporto onesto dei fatti che crea emozione.
    Il regno ha una geografia semplice, adatta alla comprensione di tutte le fasce di età, senza complicazioni. Lo conosciamo in pace e lieto, lo vediamo sprofondare nella tirannia della menzogna e soffriamo per le continue, ripetute ingiustizie, che paiono senza soluzione.
    I personaggi sono dinamici, creati con particolarità che li rendono unici e distinguibili. Possiedono nomi evocativi, curiosi e buffi, soprattutto se si tratta di figure di particolare importanza per la trama che, come innocue maschere, celano indoli malvagie o buone, avide o coraggiose, deboli oppure intrepide.
    Tanti i disegni che riportano i nomi e l'età dei bambini che li hanno ideati. Veramente belli nella loro semplicità, oppure straordinaria complicazione, fissano con precisione le impressioni che il testo ha dato a questi giovani lettori. Impressionante vedere cosa hanno colto, come hanno fermato l'istante, usando le immagini per dare risalto ai momenti chiave.
    Perfetto se "L'Ickabog" è letto dagli adulti, perché saranno proprio loro che potranno percepire la profonda verità e l'insegnamento delle parole, tornando a stupirsi di ciò che i bambini invece accolgono come normale. Le favole sono importanti strumenti didattici: insegnano senza dare la forma dell'insegnamento, ma tutta la sostanza dell'educazione trasmessa tramite le azioni e i gesti.
    Questo libro è vero, delicato, acceso nelle emozioni, commovente. Ecco che i mostri più spaventosi sono quelli partoriti dall'immaginazione, che esistono solo nelle prigioni di una mente plagiata, imbrigliata, costretta su binari voluti da altri. E i mostri veri? Non esistono, sono solo creature diverse, ma non per la loro diversità meno nobili, gentili o timorose e spaventate. Gli occhi non mentono, riflettono la malvagità in un volto famigliare e la bontà in un aspetto inusuale: guardiamo sempre negli occhi di chi ci si accosta, senza timore, con fermezza.
    "L'Ickabog" è un romanzo per il diletto dei fanciulli, per lo stupore dei grandi, per accogliere tutti il suo bel messaggio di speranza e il monito al giusto comportamento da tenere.
    Una lettura che piacerà e soddisferà tutti!
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    Bugie su bugie su bugie. Quando si comincia mentire non puoi più smettere, e poi è come essere il capitano di una nave che fa acqua da tutte le parti, sempre a tappare i buchi per non affondare.



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