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Mozart deve morire
di Francesco Morini e Max Morini

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    Casa Editrice: Newton Compton Editori - 224 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Romanzo storico

    Trama:
    1811, Vienna. L'Austria, come tutta l'Europa, è schiacciata dal giogo napoleonico. Cherubino Hofner, un uomo giovane e irrequieto che lavora come giornalista alla gazzetta cittadina "Die Wiener Stimme", assiste a una replica delle Nozze di Figaro di Mozart. Mentre si accinge a scrivere un articolo sullo spettacolo, si accorge che proprio quel giorno ricorre un anniversario importantissimo: sono passati vent'anni dalla morte del genio di Salisburgo. Una morte misteriosa, piena di ombre, di cui ancora manca una versione ufficiale. L'amore infinito di Cherubino per Mozart - ereditato dal padre, che gli ha dato quel nome in suo onore - lo spinge a investigare su quella morte e a scrivere un'inchiesta a puntate sul suo giornale. Incontrerà amici, donne, musicisti, confratelli massoni che hanno avuto a che fare con il grande musicista, ma anche strani, cupi personaggi, ognuno con la sua versione dei fatti. Fino ad arrivare alla sconvolgente, sorprendente, incredibile verità.

    Recensione:
    I fratelli Morini cambiano registro e personaggi e in questo giallo storico ci ritroviamo sospesi tra la musica e il mistero di Mozart.
    "Mozart deve morire" ci porta all'interno di un sogno tra i petali del tempo, in un'avventura investigativa di stampo giornalistico, a seguire con passione e diletto le parole di Cherubino Hofner.
    Scritto in prima persona dalla viva voce del protagonista, il romanzo si presenta subito scorrevole e interessante, aprendosi con una domanda che suscita ricordi e tanti interrogativi: come è morto Mozart?
    Chi più, chi meno, le diverse interpretazioni date alla scomparsa del musicista un po' le conosciamo, sono ormai entrate a far parte della leggenda e del folclore che ammanta la figura del Maestro. Questo giallo si impernia proprio su questo segreto, esponendo in modo consequenziale cosa troviamo nelle fonti e le deduzioni che possiamo trarne.
    E' un viaggio, quello che gli autori ci propongono, un percorso di fascino, di intrigo, espresso con la fluidità della scrittura che abbiamo imparato ad apprezzare negli anni.
    Un vestito nuovo che potrà attrarre un pubblico più vasto, ma sempre confortevole, un angolo tranquillo dove le ore passano leggere e istruttive.
    L'indagine procede a ritroso, ovvero dall'ultimo atto della sepoltura, per poi riavvolgersi. Ogni figura che si incontra nei capitoli ha un ruolo preciso, atto a riportare in vita ricordi e immagini nitide, sulle quali spicca sempre più la personalità di Mozart. Un Mozart genio sì, ma soprattutto uomo, con i pregi e i mille difetti che lo rendevano un essere capace di sublime bellezza e di storture caratteriali. Un elfo che non raccoglieva molte simpatie, non solo per l'invidia che scaturiva dalle sue doti. I debiti, gli amori, l'insolenza e le risate. In questo giallo indaghiamo la fine di una persona in carne ed ossa, che è stato tanto altro, non solo musiche sublimi ed effimere, che svaniscono in un puff. Mozart ha camminato, amato, sofferto, fatto arrabbiare e divertire ed è morto: ma come?
    L'inchiesta è nata per caso: da un'ispirazione del momento procede lesta, spinta da un vento che, lo dice anche Cherubino, si sostiene da sé, predestinata ad andare avanti.
    I personaggi coinvolti non si ritraggono, non rifuggono la ricerca del giornalista, anzi sono loro stessi a presentarsi coi loro apporti, e il lettore ne resta coinvolto, cambiando ogni volta la causa dell'evidente finale, nuotando tra i dubbi e le incertezze e sospettando disegni oscuri.
    "Mozart deve morire" è l'inchiesta su una morte alla quale si affianca un percorso di rinascita e miglioramento. Tramite la spinta positiva e benefica che il caso dà al protagonista, lo vediamo cambiare in meglio: nelle prime battute appariva un personaggio alla deriva, smarrito e inconcludente, messo su un binario sterile. Alla fine è un uomo nuovo, come se Mozart, il suo mistero e la musica che in determinati momenti accompagna puntuale i suoi passi, avessero il solo scopo di riconsegnarlo al mondo e al futuro.
    Un giallo storico vivace, avvolgente, con un finale che è sorprendente eppure giustificato dal titolo, da cenni, da sospetti instillati con cura, discreti, ma presenti per chi in questa letteratura di genere ama investirsi di una partecipazione più attiva e deduttiva che vada oltre la presa di coscienza di una storia.
    "Mozart deve morire" è un romanzo affascinante che vi invito a scoprire.
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    Tenere viva la memoria di un estinto significa ammettere la nostra natura di creature di passaggio e ammettere la brevità dell'esistenza.

    Il talento, anche quello più grande, è un dono, certo, ma poi c'è il lavoro.

    Dobbiamo solo arrenderci al fatto che siamo persone diverse e non copie, brutte o belle che siano, dei nostri genitori.

    Cosa contiamo noi artisti? Siamo in mano ai gusti, alle epoche, ai favori di questo o quel potente... O di un'onda che possiamo cavalcare o che ci può travolgere.

    Degli stessi autori:
    Il mistero della casa delle civette
    Il giallo di Ponte Sisto
    Rosso Barocco
    Nero Caravaggio



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