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Genere: Gialli

Trama:
Un pomeriggio di una giornata che sembra scorrere noiosa e un po' uguale alle altre, l'avvocato Leopoldo Borrani riceve la visita di una strana coppia: un professore di ginnastica sulla cinquantina, con la frangetta bionda e fare effemminato, che porta in braccio un piccolo cagnetto giallo, un chihuahua tutto occhi e con le orecchie a punta. Gabriele Fossa, questo è il suo nome, è lì per denunciare una serie di strane effrazioni nella sua villa sulla costa livornese. All'inizio pare una questione di poca importanza e anche un po' bizzarra. Ma quando, qualche giorno dopo, viene ritrovato il corpo senza vita dell'uomo, il caso si fa intricato e pieno di misteri, tanto da spingere l'avvocato, preso anche dai sensi di colpa, a voler trovare a ogni costo il colpevole. Cercando di conoscere meglio la vittima e il suo mondo - l'ambiente gay con le sue consuetudini e le sue contraddizioni - Borrani si imbatte in personaggi sopra le righe, segreti inconfessabili, antiche civiltà ormai scomparse e bronzetti nuragici. Un giallo ricco di umorismo, dove la tragedia si mescola alla farsa.

Recensione:
Piacevolissimo romanzo, nel quale il crimine si mescola con una attenta analisi psicologica e sociologica, una fotografia attenta dei rigidi cunicoli della burocrazia tappezzati da compromessi, una serie di visioni paesaggistiche che colpiscono l'immaginario del lettore ed una buona dose di simpatici intermezzi. Il protagonista, l'Avvocato Borrani, si ritrova catapultato in un mondo ben diverso dal suo quotidiano vivere in giacca, cravatta e carte bollate, un mondo che gli appartiene e quindi lo rassicura, ma per certi versi lo rende un po' soporoso. Proiettato in un'altra dimensione, che da un lato gli ripugna e dall'altro lo intriga, la sua umanità si risveglia, Il fervore si riaccende in lui per amore di un ideale di verità e giustizia che supera il giudizio ed i paraventi eretti ad arte dal perbenismo e dal quieto vivere. L'indagine dell'Avvocato Borrani, svolta a margine delle investigazioni operate dagli inquirenti, è una ricerca che procede dai fatti esterni e conduce al punto più profondo dell'essere, le pieghe dell'anima, quei ricettacoli destinati a contenere tutto ciò che un essere umano non vuol vedere di se stesso. Un percorso impegnativo, a tratti insidioso, un confronto con la propria ombra che passa attraverso i segni dell'Infinito ed i sogni notturni presentati dall'inconscio; un viaggio reso sopportabile da quella frizzante ironia che vibra nel respiro della città di Livorno e dei borghi costieri e collinari che circondano la città labronica. Il testimone chiave del fatto criminoso è il Chihuahua; l'amore incondizionato che lega un cane al proprio compagno umano può molte cose, compreso il fatto di condurre gli investigatori a rintracciare il vero colpevole di un omicidio.
La trama è concepita in modo lineare, essenzialmente consequenziale, con modesto ricorso a regressioni e digressioni esplicative. La narrazione è intrigante e foriera di curiosità, pur tuttavia il pathos, la suspense vera e propria, tipiche componenti di una vicenda poliziesca, sono attenuate dall'importanza attribuita dall'autore alle splendide fotografie umane, emotive, sociali e paesaggistiche che scorrono tra le pagine del romanzo, ritratti tracciati con parole incisive e coinvolgenti, istantanee scattate con l'abilità di un fotografo dell'anima, che hanno la capacità di attanagliare la mente del lettore.
Lo stile dell'autore è moderno, frizzante, simpatico e disinvolto. A tratti molto disinvolto, soprattutto in quei passaggi in vernacolo livornese che per loro natura inducono all'ilarità, ma si allontanano dalla correttezza formale della lingua Italiana. Perdono a Giuseppe Benassi questo scivolamento in quanto, da livornese d'importazione quale sono, ho imparato a convivere con il vernacolo e ad accettarne la grossolanità in quanto parte integrante di una cultura locale aperta, generosa, trasparente, ma estremamente diretta nei termini.
Lettura consigliatissima non solo agli amanti del giallo, ma anche ai lettori che sanno apprezzare la narrazione di vicende umane e sociali analizzate in modo tutt'altro che banale e scontato.
(Angelarosa Weiler)

Citazioni da questo libro:
"Qua siamo tutti amici e nemici. Amici oggi, nemici domani e viceversa"

"Se vuoi farti amare devi essere amabile"

"Non sei tu a possedere un cellulare, è il cellulare che possiede te, questa è la prova del definitivo tramonto della civiltà"

"Il desiderio ti fa vedere ali d'angelo anche in una gallina spennacchiata"

"Tutto è mutevole, nulla dura nel tempo. Illudersi del contrario è solo stupido"

"Il cervello non è che l'organo più fastidioso di tutto il corpo. Sempre a ronzare, ad agitarti, a desiderare, ad aver paura"

"L'inconscio sa sempre dove portarti"

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