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Caramelle dagli sconosciuti
di Fabrizio Morlando

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    Casa Editrice: LietoColle - 68 pagine
    Disponibile in formato cartaceo




  • Genere: Poesia

    Trama:
    Un ottimo punto di partenza per descrivere una qualità della poesia di Morlando consiste nella sua onnivora propensione a includere e ingoiare ogni sorta di materia, frammento, formula, avanzo, tic linguistico che la globale società dei consumi produce in quantità tale da inondarci il mondo.
    (Silvio Scorsi)


    L'autore:
    Fabrizio Morlando è nato a Spilimbergo (PN) nel 1984, ha vissuto e vive tuttora a Capua in provincia di Caserta. Ha conseguito il dottorato di ricerca in matematica nel 2014. Caramelle dagli sconosciuti è il suo esordio letterario.

    Recensione:
    Difficile descrivere questa raccolta, esordio letterario del matematico Fabrizio Morlando. Bisogna leggerla più volte per riuscire a entrare in sintonia con lo stile poetico e a orientarsi tra le tematiche.
    Non esiste un ordine temporale, descrittivo né un leit motiv evidente. Siamo immersi in un'opera molto personale e molto istintiva.
    L'organizzazione dei versi non segue alcuno schema pre costituito, motore della scrittura è l'esigenza di espressione che si manifesta in tutta la sua irruenza.
    Il lessico è corrente, volutamente, spesso semplice e privo di ogni ricerca letteraria.
    L'assonanza è la tecnica più usata, soprattutto per creare ostinati ritmici sui quali i periodi si susseguono.
    Evidente l'influenza del Rap, alcuni componimenti sembrano dei testi da enunciare su un beat, soprattutto le poesie più lunghe.
    Quelle brevi, invece sono proposte come massime, come assiomi, gridate al mondo come se fossero una presa di posizione senza possibilità di essere confutate.
    Le tematiche sono prese dal quotidiano e dalla realtà in cui vive l'autore. Si trovano parti descrittive di oggetti, sentimenti e tanti riferimenti alla musica. Il tutto è poco organizzato e poco delineato, a volte, confuso.
    Come se si volessero presentare fotografie sfocate, di fronte alle quali si possono solo intuire i contorni di ciò che rappresentano.
    Anche l'uso frequente della metafora rimane spesso nebulosa e lascia il fruitore disorientato, senza la percezione della direzione in cui il flusso poetico si sta dirigendo.
    Lettura amena, molto originale e priva, forse, di un retroterra poetico adeguato all'intenzione.
    E' un'opera pop in ogni sua piega, in ogni suo manifestarsi e per questo, forse, non dotata di spessore artistico culturale adeguato alla forma espressiva della poesia.
    Morlando ha scelto di liberarsi di ogni gesto aulico, colto e elevato per narrare, attraverso la propria esuberanza, il proprio io e il mondo nella maniera più semplice e popolare possibile.
    (Paolo Tognola)



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