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Così crudele è la fine
di Mirko Zilahy

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    Casa Editrice: Longanesi - 418 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Thriller

    Trama:
    In una Roma attraversata da omicidi silenziosi ed enigmatici, che gettano una luce nera sulla città, il commissario Mancini per la prima volta dopo molto tempo accoglie la sfida con nuova determinazione. Perché ora Enrico Mancini non è più l'ombra di se stesso: supportato dalla psichiatra della polizia che l'ha in cura, e affiancato dalla fedele squadra di sempre, si lancia alla ricerca di indizi che gli permettano di elaborare il profilo del killer. Costretto a rincorrere l'assassino passo dopo passo, vittima dopo vittima, tra i vicoli e le rovine della Roma più antica e segreta, il commissario capisce ben presto che il killer è anomalo, sfuggente come un riflesso. E in un gioco di specchi tra presente e passato, tra realtà e illusione, la posta finale non è solo l'identità del serial killer, ma quella dello stesso Mancini.

    Recensione:
    Dell'io, dell'essere riconosciuti come entità vive e vibranti, pensanti e capaci di sentimenti, dagli altri, ma soprattutto da noi stessi.
    La scrittura di Zilahy ha sempre quell'impronta così personale che lo rende immediatamente riconoscibile al lettore, con la sua capacità di unire bellezza ed orrore, descrizioni forti con profonde discese nell'animo umano, mostrando incisività dove serve e delicatezza nei giusti momenti.
    Capace di catturare dalle prime pagine l'attenzione e di nutrirla, capitolo dopo capitolo, con sorprese, attimi sospesi, misteri e rivelazioni.
    Mai come in questo romanzo scenderemo a contatto con i protagonisti già conosciuti nei libri precedenti, con i passati che riemergono e puntano i riflettori sulle conseguenze che scelte lontane hanno generato.
    Tre libri "E' così che si uccide", "La forma del buio" e "Così crudele è la fine", strettamente connessi l'uno all'altro, dove è necessaria una lettura nell'ordine stabilito dall'autore per apprezzarli in tutto il loro oscuro splendore e comprenderli appieno, con i loro risvolti, le sfaccettature, i colori che Zilahy riesce a creare.
    Una continua lotta contro i mostri, coloro che all'apparenza sembrano normali ed inseriti nella società, ma che nascondono nel loro intimo abissi incontrollabili, una fine che arriva e ci dice che forse un nuovo pericolo sta già crescendo, proiettando le sue ombre nel futuro.
    Probabilmente ora l'autore si cimenterà con nuovi personaggi, portandoci in altri mondi e altre storie, lasciando Mancini e compagni alla loro vita di fantasia che continuerà nella mente dei lettori che, nostalgici, li ricorderanno, e allora assume un nuovo significato il titolo di quest'ultimo scritto. E' crudele la fine, è triste e malinconica. Si stende come una calda coperta sui ricordi e sui cuori.
    (Tatiana Vanini)

    Dello stesso autore:
    La forma del buio
    E' così che si uccide



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