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Genere: Giallo

Trama:
Marco Antonio Diaz, un pericoloso assassino evaso dal carcere boliviano di Potosí, viene arrestato dalla polizia, alla fine di una lunga caccia. Il detenuto è in possesso di un orologio, appartenente ad una persona che è stata assassinata, qualche giorno prima, in una città poco distante dal luogo della cattura. Il corpo della vittima, un famoso produttore di vino, era stato rinvenuto nella propria cantina, infilato all'interno di un grosso tino. A fare la macabra scoperta sono l'enologo dell'azienda e un suo amico, il geologo italo-spagnolo Sandro Acinas. Quest'ultimo intuisce, supportato anche da alcuni indizi, un qualcosa di strano in quel delitto e, soprattutto, dubita fortemente che l'autore del crimine sia stato proprio l'evaso catturato dalla polizia.

Recensione:
Un giallo ricco di fascino e profondamente incastonato nel territorio teatro delle vicende. "Il volo del Condor" da subito si rivela un romanzo godibile e interessante da seguire.
La scrittura di Spandre è estremamente corretta, fluida e crea una connessione con il lettore autentica e stimolante per almeno due motivi: troviamo una trama ben congegnata con un omicidio che all'inizio sembra chiarissimo e di facile soluzione, ma che nasconde un sottobosco di verità scomode da rivelare; e poi troviamo il fascino degli usi e dei costumi della Bolivia oltre a quelli degli stati del sud America ad essa vicini. Le descrizioni dei luoghi, dei cibi, permettono di viaggiare in un paese lontano sentendolo vicino, reale, quasi lo si potesse toccare e vivere, sicuramente le esperienze lavorative dell'autore l'hanno aiutato molto nel rendere credibile questo particolare aspetto.
Le prime pagine possiamo definirle introduttive. Gradualmente ci aiutano ad entrare nel climax del romanzo e a conoscere le figure che lo popolano. Parti interessanti, mai noiose, che scorrono velocemente. Ben presto ci troviamo ad affrontare il ritrovamento del cadavere che conduce il protagonista, Sandro, a nutrire dei dubbi sulle conclusioni alle quali giungeranno gli inquirenti, portandolo a condurre un'indagine privata e assolutamente non autorizzata, aiutato dalla fidanzata Camilla e alcuni amici. Viene così riproposta una tematica molto cara agli scrittori di gialli, nota e piacevole anche per il pubblico: il detective dilettante.
Sandro è un personaggio positivo, risulta immediatamente simpatico e seguirlo nelle sue investigazioni, alternate alle normali giornate divise tra lavoro e rapporti sociali, è facile e suggestivo. La vicenda si svolge nell'arco di mesi, uno scorrere del tempo del quale quasi non si ha percezione, lo si capisce solo dai riferimenti che l'autore ci fornisce, donando così alla narrazione un buon ritmo, che mantiene vigili e curiosi. Inoltre troviamo capitoli dedicati all'uomo accusato dell'omicidio, un pericoloso assassino. E' facile, forse troppo, affibbiare a lui il delitto di un importante esponente della città: una cattura e una soluzione lampo che mettono in pace quasi tutti. Deve già scontrare parecchi anni, è solo, nessuno si interessa a lui, tranne Sandro che, cocciuto, vuole arrivare alla verità senza lasciarsi sedurre dalle spiegazioni facili.
Tra invidie, gelosie, giri di soldi e donne, la maschera di civiltà di una città e di alcuni suoi abitanti è destinata a sgretolarsi, tra rivelazioni che emergono mano a mano, finché non è più possibile ignorarle, conducendo così verso una soluzione diversa da quella prospettata inizialmente.
Il finale è dolce amaro, perché la vita è una continua sorpresa dove non tutto si aggiusta, ma questa è la realtà e Spandre ce lo ricorda con chiarezza.
"Il volo del Condor", un romanzo che apprezzerete.
(Tatiana Vanini)



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