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La voce della morte
di Andrea Del Castello

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    Casa Editrice: Bertoni - 246 pagine
    Disponibile in formato cartaceo




  • Genere: Thriller

    Trama:
    Il male ci seduce con la falsa promessa di proteggerci dalle nostre paure. Ognuno di noi può combatterlo oppure può arrendersi, come Roberto Desideri, che muore nella sua auto nel parcheggio di una discoteca. Sembra una brutta storia di alcol e droga, fino a quando il commissario Giorgio cani non decifra un messaggio che si nasconde dietro il delitto.

    Recensione:
    "La voce della morte" si rivela un thriller inaspettato, particolare.
    Del Castello con la sua scrittura fluida e precisa nei termini e nelle descrizioni comincia incuriosendo il lettore con una aggressione volutamente lacunosa che instilla il dubbio e favorisce le prime domande.
    Nei primi capitoli una concatenazione di eventi presenta i personaggi al lettore che si ritrova in compagnia di un gruppo di autori d'inchiostro volutamente caricati, portati all'eccesso nelle loro particolarità, nel chiaro intento di portare sotto i riflettori e denunciare quegli stereotipi che troppo spesso affollano il mondo del thriller e del noir.
    Il protagonista, il commissario Cani, è arrogante, maleducato, irrispettoso e maschilista. Un vero "stronzo" al quale si riconosce a malincuore una certa intelligenza investigativa. Caricatura del poliziotto maledetto che non deve chiedere mai, solitario anche in squadra, in lotta col mondo, il lavoro e la famiglia. Seguendo il cliché del commissario in contrasto con la magistratura, ecco che ci viene presentato Verdi, il questore incaricato delle indagini, personificazione del potere senza cervello, dell'arroganza senza merito. Quando richiama il commissario con quel suo "Cani!", si ha il dubbio se si rivolga all'uomo o piuttosto insulti l'intera squadra investigativa.
    Rispettando le quote rosa ecco l'esperta di profili criminali, il commissario Bianchi. Egocentrica, superba, raccomandata. Bionda fatale dotata di un intuito fallace che sfiora la preveggenza.
    Con acuto sarcasmo ed irriverenza, l'autore corteggia il grottesco rimanendo nei limiti per urlare al lettore "Sveglia! Nel thriller c'è di più!" e ne "La voce della morte" c'è davvero altro. Una trama puntuale nel seminare sorprese, suspense e indizi, trabocchetti per chi legge che presto viene indotto a credere di conoscere l'identità dell'assassino, cadendo così in errore.
    La figura del killer, nel suo rimanere celata, al contrario dei tutori dell'ordine viene descritta con rispetto e delicatezza, facendone risultare un ritratto oscuro, motivato, centrato. Spaventosamente realistico con motivazioni profonde e tristemente attuali che solo chi avrà il coraggio di guardare nell'abisso potrà cogliere.
    Un'indagine tra eccessi e interesse che regala una lettura avvincente con un finale dove il ritmo si fa incalzante, il registro diviene riflessivo facendoci pensare alla malvagità che si nutre dei vizi dell'umanità, per continuare in un ciclo infinito a farci sentire la voce del male.
    Consigliato a tutti gli amanti del genere, anche i puristi che all'inizio potrebbero storcere il naso, per scoprire qualcosa di nuovo che vi farà affezionare a quell'insopportabile protagonista.
    (Tatiana Vanini)

    Dello stesso autore:
    Come si scrive un thriller di successo



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