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Non solo di cose d'amore. Noi, Socrate e la ricerca della felicità
di Pietro Del Soldà

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    Casa Editrice: Marsilio - 191 pagine
    Disponibile in formato cartaceo e ebook




  • Genere: Saggi

    Trama:
    Come può un pensatore vissuto venticinque secoli prima di noi influenzare la nostra ricerca della felicità? Cosa ha da dire a un ragazzo che non si riconosce in quello che fa, a chi si sente solo e non sa costruire un vero rapporto con gli altri, a chi è portato a credere alle "fake news" o a una politica impegnata a costruire nuovi muri? Sono questioni di oggi ma con radici profonde che portano fino alla Grecia di Socrate. Partendo dalla sua esperienza di conduttore radiofonico, un mestiere fatto di domande e del confronto quotidiano con gli ascoltatori sui temi di attualità, Pietro Del Soldà ci accompagna lungo un viaggio sulle tracce di questa enigmatica figura. La sfida è quella di trovare nell'ironia e nelle contraddizioni di Socrate, protagonista dei "Dialoghi" del discepolo Platone, chiavi di lettura inedite e interpretazioni in grado di farci cambiare prospettiva sui nostri problemi, fornendo spunti da mettere a frutto in ogni ambito, dalle relazioni con gli altri alla politica. Che si parli di bellezza o di virtù, di verità o di menzogne, di democrazia o di tirannia, ogni cosa per Socrate è una "cosa d'amore", non nel senso romantico e privato che in genere attribuiamo al termine, ma in uno molto più ampio. Socrate ci spinge a superare la distinzione tra vita e pensiero indicandoci, con l'esempio, la sola via per affrontare quanto ci impedisce di essere davvero noi stessi, lasciando cadere maschere, identità e ruoli sociali che non ci rappresentano e ci dividono dagli altri. E la via del dialogo, del confronto che mette in discussione i pregiudizi e porta alla scoperta e alla cura di se stessi, perché - sostiene Socrate - "senza cura di sé non si è in grado di agire bene, e ancor meno di governare la polis".

    Recensione:
    "Non solo di cose d'amore - Noi, Socrate e la ricerca della felicità" è un saggio di Pietro Del Soldà che ci dimostra che Socrate è attuale oggi e lo sarà sempre, semplicemente perché non ha creato alcun sistema o ideologia, destinati a nascere, invecchiare e morire. In Socrate non c'è nulla che possa morire perché la sua figura è quella di uomo che ha innanzitutto insegnato qualcosa che sentiva dentro di sé.
    Socrate siamo tutti e nessuno. Siamo tutti in quella ricerca di umanità che anche il meno formato culturalmente e il più derelitto dei nostri simili porta dentro di sé. Questa è l'universalità di Socrate: non ha scoperto nulla che vada al di là della nostra umanità, bensì il nocciolo stesso della nostra umanità.
    L'attualità del pensiero socratico non deve stupirci: il filosofo ateniese, molti secoli prima dell'invenzione della stampa a caratteri mobili e della rivoluzione digitale, ha individuato nell'ecologia dei rapporti comunicativi, l'equilibrio per (ri)definire le relazioni umane, promuovendo un paradigma politico e sociale del cittadino che, comunicando appunto, adattando un messaggio ad un contesto attraverso linguaggio e media, determina la propria condizione all'interno della Polis. La lezione di Socrate è capace tutt'oggi di influenzarci, permettendoci di comprendere e di prendere parte, con chiarezza e consapevolezza, al dibattito sull'agire comunicativo, in un'epoca, la nostra, dove il mondo diviene in misura sempre maggiore un "villaggio globale".
    Il concetto socratico di 'Io' è molto moderno. L'uomo antico viveva in modo simbiotico in un gruppo, una tribù, un clan, una monarchia. Tra gli uomini inconsci dei tempi tribali e l'uomo di oggi c'è Socrate.
    Il motto che lo individua è inciso sul frontone di un tempio di Apollo: "Conosci te stesso", un comando superiore che attiva la coscienza, come nuovo dovere dell'uomo.
    Per Socrate l'uomo deve saper fare ciò che fa, la fiducia si da' a chi è competente, non a chi dice solo di esserlo e la politica è una cosa seria che va affidata a persone preparate e non a improvvisatori. Ai suoi tempi ad Atene operavano maestri di carrierismo politico, che coltivavano 'l'arte dell'apparire', i SOFISTI, che insegnavano agli ambiziosi la retorica o arte di convincere gli altri di tutto e del contrario di tutto che formarono classi di demagoghi, intenti solo a istigare le masse per ottenere un appoggio che soddisfacesse le loro ambizioni di potere. Come oggi... Socrate invece, valorizzava 'l'essenza' dell'uomo, non l'apparire ma l'essere.
    In un mondo di magnifici dilettanti, Socrate aiutava la gente a pensare per produrre cittadini consapevoli e Stati felici.
    Sono l'errore e l'ignoranza a rovinare uomini e Stati. Per Socrate: Conoscenza = Bene = Felicità.
    Alla luce del suo pensiero, potremmo affermare che oggi, come allora, la democrazia è la dittatura dei demagoghi.
    E l'amore, perché questo titolo? Per Socrate la sua stessa vita fu amore. Amore per la conoscenza, amore per la giustizia, amore per la coerenza, amore per i giovani ai quali si dedicò per educarli al pensiero e alla virtù. A suo modo avrà amato anche la moglie Santippe. Perché Socrate era certamente incapace di non amare. Fu accusato di corrompere i giovani e questa circostanza ci riporta ai nostri tempi nei quali si guarda sempre con sospetto chi agisce senza un interesse immediato e tangibile. Che gran fortuna sarebbe avere tra di noi qualche Socrate anche oggi!
    (Luisa Debenedetti)



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