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L'albergo dell'alpinista morto
di Arkadij e Boris Strugackij
Traduzione a cura di: Daniela Liberti

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    Casa Editrice: Carbonio Editore - 270 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Gialli

    Trama:
    Quando l'ispettore Peter Glebski decide di prendersi una pausa dal lavoro e si ritira in un remoto chalet tra le montagne, l'ultima cosa che desidera è essere coinvolto in qualsivoglia indagine. E' lì per sciare, bere brandy e oziare in beata solitudine. Ma non ha fatto i conti con gli altri vacanzieri, un gruppo eccentrico che include un famoso ipnotista, un ricco commerciante con la sua avvenente moglie, uno scienziato la cui occupazione principale sembra essere arrampicarsi sui muri e un imbronciato adolescente dal sesso indefinito. Mentre l'albergo si anima, tra cene e colazioni, risate e battibecchi, strani eventi iniziano a verificarsi. C'è un fantasma nella baita? Un burlone? Qualcosa di più sinistro? E poi una valanga blocca il passo di montagna, e all'improvviso gli ospiti si ritrovano completamente isolati, ma in compagnia di un cadavere...

    Recensione:
    Un giallo diverso, particolare: "L'albergo dell'alpinista morto" è un romanzo che regala sorprese incredibili.
    La partenza è quella di un giallo classico: pochi personaggi che non si conoscono tra loro, tranne i famigliari che arrivano all'albergo insieme; un luogo tranquillo che ben presto si ritrova totalmente isolato; scherzi che danno un'atmosfera di tensione e poi il morto.
    Siamo in tutto e per tutto di fronte all'enigma della camera chiusa, anche se una finestra aperta sembra negarlo, ma la neve priva di tracce ci dice che quella non è la via né di accesso, né di uscita. Non resta altro da fare che indagare.
    I fratelli Strugackij hanno una scrittura dinamica, ritmata, scorrevole e ricca di descrizioni, contraddistinta da una fantasia sfrenata che rende tutto unico, surreale, grottesco e anche divertente.
    Gli autori creano personaggi e li raccontano in modo irriverente, burlesco: c'è un cane intelligentissimo; una cameriera sciocca; un albergatore col pallino dei racconti che continua a cambiare nome al suo hotel in base ai fatti che vi accadono; uno scienziato sui generis che si arrampica su pareti e soffitti; un illusionista che fa trucchi a destra e manca e ha per nipote una creatura, forse maschio o forse femmina, già un mistero; una coppia ricchissima e stranissima, mal assortita è dir poco; un ometto malaticcio che passa il tempo sul tetto al gelo; un nordico e aitante sportivo. Tra questi non può mancare il poliziotto venuto a passare quindici giorni di pace e che si ritrova in un caso bizzarro, senza capo né coda, per lui difficilmente risolvibile, perché si occupa di truffe e falsari, non di delitti. La compagnia vi affascina? Ottimo. Il caso non sarà da meno: ingarbugliato, da mal di testa, non provate nemmeno a risolverlo, seguite la narrazione e lasciate la mente aperta. Si sospetta di tutti e di nessuno; alcuni mentono, altri omettono; non si può ricorrere ad evidenze scientifiche e ogni ipotesi si basa su interrogatori e ricordi, se poi i testimoni, e pure chi indaga, nei momenti salienti sono ubriachi, va da sé che l'attendibilità non esiste.
    All'improvviso il giallo classico diventa un'altra storia: resta il mistero, ma con la fantascienza. Un mezzo che, da una parte permette agli autori di semplificarsi la vita, dall'altra dà ai lettori la possibilità di interrogarsi: quali comportamenti metteremmo in atto di fronte a qualcosa che esce dal nostro quotidiano? Scetticismo? Granitici e fermi sui nostri punti o lasceremmo al dubbio uno spiraglio? E di fronte alla verità, continueremmo a negarla o ci sentiremmo in qualche modo colpevoli di cecità?
    "L'albergo dell'alpinista morto" è una sfida ai nostri comportamenti, un gara di apertura mentale e di accoglienza verso gli altri, che sempre, anche inconsciamente sottoponiamo a giudizio.
    Se cercate una narrazione fuori dagli schemi, con questo romanzo la troverete.
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    La coscienza umana non vive di sola legge.

    Degli stessi autori:
    Lunedì inizia sabato



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