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L'isola dei morti
di Fabrizio Valenza

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    Casa Editrice: Pubblicazione indipendente - 172 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Gotico

    Trama:
    Anno 1885. Andrea Nascimbeni e` un antropologo veronese che si reca sulla cosiddetta "isola dei morti", al largo della costa ligure di Zoagli, dopo averne viste rappresentate le "esotiche" strutture funerarie nei dipinti dell'amico Arnold Bo¨cklin. L'intento di innovare i suoi studi, lo immerge nella soffocante atmosfera della cittadina senza nome, dove l'architettura destinata ai trapassati riceve maggiori attenzioni di quella dei viventi.
    Il delirio lo avvolge ora dopo ora, forse provocato dai numerosi sinistri misteri in cui si imbatte. Nemmeno la febbre puo`, pero`, impedirgli di rintracciare i sepolcri aperti e nascosti alla vista di visitatori fortuiti. Esacerbato dai segreti dell'isola e dall'omerta` dei suoi abitanti, Nascimbeni trova un momentaneo conforto solo in una donna, della quale si invaghisce. Nulla e` pero` come sembra e l'incontro con un uomo avvolto dal mistero lo mette sul chi va la`, quando lo invita ad abbandonare l'isola.
    L'antropologo, tuttavia, s'ingegna per rimanervi nascosto fino alla vicina festa del "32" ottobre, come viene scherzosamente definita dalla locandiera che lo ospita, perche´ sa che si tratta del momento in cui potra` capire quali strani riti funerari si celebrano in quel luogo. L'esperienza sull'isola diverrà talmente insostenibile, da provocare il suo abbandono della professione.

    Recensione:
    Un romanzo gotico, dove protagonista è l'atmosfera e il senso oppressivo di mistero: "L'isola dei morti" è lettura di emozione e sensazione.
    Il titolo e la cover dell'opera sono un tutt'uno col famoso dipinto di Böcklin, che è anche motore della trama: il protagonista, rimasto affascinato dal quadro dell'amico pittore, in virtù della sua professione di antropologo, decide di visitare l'isola dei morti per indagarne i riti di sepoltura.
    Da subito veniamo accolti da una scrittura dal sapore arcaico e classico, antico, perfettamente innestata nel contesto storico voluto dall'autore, gli inizi del '900 per raccontare eventi svoltisi sul finire dell'800. Nessun problema per la comprensione, anzi, la scelta linguistica, dopo poche pagine culla, regalando una confidenza suggestiva. Siamo noi lettori i destinatari del resoconto che segue, sotto forma di lettera, dell'avventura incredibile che ha coinvolto Andrea Nascimbeni.
    Il protagonista è anche l'io narrante del libro, vediamo e sentiamo attraverso i suoi occhi, conoscendo i suoi sentimenti e siamo testimoni del suo mutare. Da uomo di scienza, Andrea verrà sconvolto nel profondo, esplorando il mistero oltre il velo, in un'isola che da subito si mostrerà ostile, chiusa agli stranieri, ricca di segreti che non vogliono essere svelati.
    Le atmosfere cupe, esaltate da un clima sferzante di pioggia e tuoni, sono intense. Il tempo avverso, l'isola stessa, divengono personaggi paragonabili alle figure che popolano l'opera e che l'autore rende benissimo. Gli attori che incontriamo sono taciturni, dicono l'indispensabile e in quelle poche parole c'è un mondo di non detti, di segreti e di avvertimenti. L'ambiente esplorato quasi di nascosto da Andrea è pregno di simbologia, di scritte indecifrabili: è un treno in corsa lanciato verso un evento in programma per la data impossibile del 32 ottobre.
    Note avventurose scandite dal sentire sempre più allucinato di Andrea si riempiono di tensione e pathos quando, ai doveri dell'esplorazione scientifica e della comprensione, si sovrappone l'amore. Sentimento di solito dolce e luminoso, ricco di speranza, la passione amorosa qui è dolore, tragedia e offre tutta una gamma di spunti che il lettore accoglie empaticamente.
    Il finale vede un innalzamento del ritmo narrativo, come il culmine di un'opera musicale. C'è sorpresa nella rivelazione, anche se qualcosa si può intuire, ma leggerlo e vederlo attraverso gli occhi del protagonista è un grande impatto emotivo.
    L'esperienza a l'isola dei morti lascerà tracce indelebili, dopo di che nulla sarà più come prima.
    "L'isola dei morti" è un romanzo di grande fascino, imperdibile per gli amanti del genere.
    (Tatiana Vanini)

    Citazioni da questo libro:
    Ho sempre avuto la convinzione che quanto più la gente ha paura che i morti possano tornare in vita, tanto più si dà da fare per sigillare le tombe e i sepolcreti dei cari. Non importa quanto li abbiano amati in vita.

    Anche il messaggio più chiaro appare incomprensibile a chi non ne possegga il codice.

    Con il senno di poi, vediamo i contorni di ciò che prima era confuso, perché tutte le cose acquisiscono una luce più brillante.

    Dello stesso autore:
    Storia di Geshwa Olers



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