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La signora di Reykjavik
di Ragnar Jónasson
Traduzione a cura di: Valeria Raimondi

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    Casa Editrice: Marsilio - 240 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Gialli

    Trama:
    Hulda, "la donna nascosta", cela un segreto già nel nome. Ruvida e ribelle, è tra i migliori investigatori della polizia di Reykjavik: a sessantaquattro anni, però, competenza e abnegazione non sono sufficienti, visto che ai piani alti c'è chi è ansioso di mandarla in pensione. Ma Hulda ha dato tutto alla carriera e la prospettiva di dover lasciare il lavoro a cui ha dedicato la sua vita la fa infuriare. Quanto si farà sentire la solitudine? Inevitabilmente, la porta si spalancherà ai vecchi demoni che lei ha sempre ridotto al silenzio. E allora le sue fughe tra le aspre montagne dell'Islanda, per respirare a pieni polmoni la durezza della sua isola, non basteranno più. Ottenuto il permesso di dedicarsi a un'ultima indagine, un cold case a sua scelta, Hulda sa perfettamente qual è il caso che vuole riaprire. Dieci anni prima, una giovane donna, arrivata dalla Russia con la richiesta di asilo politico, era stata trovata morta in una baia non lontana dalla capitale. Le indagini, ingarbugliate e chiuse sbrigativamente da un collega, non avevano portato a una vera soluzione, e ora Hulda vuole dare voce a chi è stato dimenticato troppo in fretta. Vuole la verità. E ha quindici giorni di tempo per trovarla.

    Recensione:
    Ragnar Jónasson, uno degli autori di polizieschi più sorprendenti degli ultimi anni, torna a catturare l'interesse dei lettori con "La signora di Reykjavik" dando vita a un nuovo, indimenticabile personaggio: la scontrosa e ribelle ispettrice Hulda Hermannsdòttir, le cui innegabili doti investigative (grande intuito unito a un'intelligenza e una tenacia davvero non comuni) non sono state sufficienti ad assicurarle di fare carriera all'interno del corpo di polizia perché da sempre sono i colleghi maschi a scalare i ranghi. O almeno questo è ciò che Hulda ripete continuamente a se stessa mentre, a sessantaquattro anni e alle soglie del pensionamento, si trova a fare i conti con la propria solitudine. Hulda ha perso la sua famiglia, non ha veri e propri amici né ha legato con i colleghi, eppure ha dedicato al lavoro tutta la sua vita, si può dire che sia il vero fulcro attorno al quale ruota ogni sua giornata. Come potrà rinunciarci? La cosa le pesa ancora di più quando le viene chiesto di lasciare anticipatamente il suo ufficio per far posto ad un giovane ispettore rampante che evidentemente gode di quegli appoggi che lei non ha mai avuto. Sollevandola da tutti i suoi incarichi, il suo capo le suggerisce di tenersi impegnata per le ultime due settimane di servizio occupandosi di un cold case a sua scelta: un modo neanche troppo elegante per assicurarsi di non averla tra i piedi durante i suoi ultimi giorni di permanenza alla centrale. Furibonda per l'ingiusto trattamento ricevuto e spaventata dalla prospettiva di dover riorganizzare la sua vita attorno a un vuoto che rischia di inghiottirla, Hulda si lancia a testa bassa nella sua ultima indagine: sceglie di riesaminare il caso della morte di una giovane donna arrivata dalla Russia con la richiesta di asilo politico, risalente a un anno prima e malamente archiviato come suicidio dopo le indagini frettolose e negligenti di un collega (pigro, arrogante e maschio, ovviamente). Il suo tormento interiore si placa solo mentre è occupata a ripercorrere le tappe di quell'indagine, mentre gli aspri, selvaggi e meravigliosi paesaggi islandesi fanno da specchio alla sua anima forte e disillusa, forgiata da un passato dolorosissimo che emerge pian piano nel corso della narrazione.
    Ho apprezzato tantissimo il perfetto gioco di incastri con cui Ragnar Jónasson conduce il lettore a scoprire questo straordinario personaggio man mano che l'indagine procede verso il suo emozionante epilogo. Sapere che questo non è che il primo volume di una trilogia mi ha francamente rincuorata: non ero affatto pronta a lasciare Reykjavik e la sua indimenticabile signora. Un romanzo capace di evocare un'atmosfera potente e intensamente malinconica che vi resterà dentro a lungo insieme a una voglia pazzesca di visitare l'Islanda, specialmente se, come me, non ci siete ancora stati.
    (Cristina Quochi)

    Dello stesso autore:
    Notturno islandese
    La donna del faro
    L'angelo di neve



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