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Gens vaga
Quando Cimbri e Teutoni fecero tremare Roma

di Luigi Mattioli

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    Casa Editrice: Aporema Edizioni - 190 pagine
    Formati disponibili: cartaceo e ebook




  • Genere: Storia

    Trama:
    "Gens Vaga" è la suggestiva descrizione che Tito Livio, con due sole parole, fece dei Cimbri, popolo errabondo e avvolto nelle nebbie indefinite della leggenda. Cimbri e Teutoni, a causa di una serie di catastrofi naturali e spinti dal desiderio di raggiungere una nuova "terra promessa", partono dallo Jutland intorno al 120 a. C. Discendono il corso dell'Elba, vengono respinti dai Celti Boi, e nell'anno 113 giungono a contatto con i Romani, nell'attuale Austria. E' l'inizio di una scorribanda che sconvolgerà l'Europa, fino a minacciare la potenza capitolina. Cosa sarebbe successo se non fosse intervenuto Gaio Mario, homo novus, a prendere in mano le redini dell'esercito romano? La guerra cimbrica è uno dei conflitti più pericolosi e meno trattati, di tutta la storia di Roma. Le parole dei grandi storici, da Plutarco a Mommsen, da Livio a Valgiglio, conferiscono alla vicenda una connotazione epica, romantica, indimenticabile. E' una storia che non si può ridurre a quel breve cenno che compare sui libri di scuola, perché grandi sono i suoi protagonisti. "Parva nunc civitas, sed gloria ingens", ci ricorda Tacito. Un popolo ora insignificante, ma ricco di gloria.

    Recensione:
    Un grande saggio storico che prende in esame vicende consumatesi negli anni precedenti la nascita di Cristo Gesù. Protagonisti i Cimbri, un popolo costretto ad abbandonare la propria terra di origine, la penisola dello Jutland, intorno al 120 A.C.. La realtà di questa migrazione di massa è avvolta non solo dalla nebbia dell'antichità, ma anche dal velo delle leggende che hanno avviluppato i suoi appartenenti ed il loro lungo vagabondare con compagni di viaggio incontrati all'inizio del loro cammino, i Teutoni. Le schiere di questi errabondi, si imbattono dapprima nei Celti Boi ed in seguito nei Romani, sfiorando altre etnie di più modesto spessore storico. Un flusso di anime in cammino alla ricerca di una sorta di "terra promessa" che ha dato origine ad un imponente e cruento pellegrinaggio che ha sconvolto l'intera Europa. I migranti si disperdono, si riuniscono, accolgono nel loro seguito genti sconosciute, alcuni si fermano, altri procedono insoddisfatti di ciò che hanno raggiunto.
    I migranti sono poco avvezzi alla pratica dell'agricoltura. Per loro natura, sono allevatori. La Storia li ha tacciati a volte di latrocinio, ma al tempo stesso attribuisce loro un forte senso di spiritualità, animato da una fede piuttosto tenebrosa; il passaggio dalla vita alla morte in battaglia, in modo sanguinoso e spettacolare, è preferibile ad un trapasso in condizione di schiavitù, avvenuto in seguito ad un'esistenza consumata all'insegna della vigliaccheria.
    L'incontro con i Celti, non testimoniato da evidenze storiche univoche ed inconfutabili, lascia spazio ad un immaginario scambio tra le culture di questi ultimi e quelle dei Cimbri e dei Teutoni. Diverso è l'approccio con i Romani, i quali si mostrano irriducibili, malgrado alcune sconfitte, anche disastrose. Sarà Gaio Mario, il Console romano chiamato a plasmare una nuova organizzazione militare, le Legioni, perfette macchine da guerra, a porre fine alle scorribande dei nordici erranti.
    Una menzione particolare in questa trattazione spetta di diritto alle figure femminili appartenenti alle schiere dei Cimbri, dei Teutoni e dei loro compagni di viaggio o di avventura: donne forti, virtuose, combattive e spirituali almeno quanto, se non più, dei loro uomini e dei loro figli. Sacerdotesse, indovine, guerriere, massaie, vestali della Libertà ad ogni costo, anche il più terribile. Autentiche icone del coraggio.
    In questo trattato, che esamina una parentesi sorprendentemente posta ai margini della Storia conosciuta ai più, emergono fatti, ipotesi e congetture straordinarie. Gli sporadici interventi ironici dell'autore consentono al lettore di far fiorire un sorriso tra parole che descrivono lotte cruente, aspre battaglie, condizioni di vita estreme ed acute sottigliezze mentali. Notevoli le citazioni in latino ricercate e proposte dalla penna di Luigi Mattioli, come sempre capace di avvincere ed emozionare attraverso i suoi scritti sagaci, ma al tempo stesso accurati, rigorosi e precisi.
    (Angelarosa Weiler)

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